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Maggio 2009 |
division of Archi-Europe Group |
Editoriale
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Cultura e architettura
Gli eventi legati alle « capitali europee della cultura » permettono ogni anno ad una città europea di presentarsi dal punto di vista culturale. Numerose sono state, da circa 25 anni, le città che, da Bergen a Bologna, da Cracovia a Lilla hanno potuto usufruire di questa opportunità. Quest’anno, unitamente a Vilnius, tocca alla città di Linz. Un’occasione per scoprire il suo patrimonio architettonico contemporaneo. Il Lentos Art Museum (2003) in particolare, concepito dagli architetti Weber + Hofer, un edificio noto per il suo tetto in vetro, uno dei più grandi d’Europa. Oppure l’Ars Electronica Center (Treusch architecture) presentato più avanti come progetto del mese. E poi, lo Schlossberg (Grazer architects HoG architektur) che occupa l’ala sud del castello di Linz che fu distrutta da un incendio. Una scia in vetro trasparente che collega il nuovo edificio culturale alla parte centrale sembra galleggiare sopra il castello come si trattasse di un ponte di vetro.
Il complesso residenziale SolarCity che utilizza le diverse tecniche solari è uno degli esempi edificati in Europa a metà degli anni novanta su un programma quadro dell’urbanista Roland Rainer, in cooperazione con Lord Norman Foster, Richard Rogers e Thomas Herzog. Il rinnovamento e la modernizzazione particolarmente attenta al tessuto storico sono al tempo stesso significativi: trattasi di edifici del 17mo secolo trasformati in residenze , il museo Nordico o la biblioteca centrale dell’Alta Austria adattati alle norme attuali per garantire il futuro . I lavori in questa zona intorno alla stazione ne fanno una zona tra le più moderne in termini di architettura. La Wissensturm metallo e vetro in forma ellittica (Franz Kneidinger & Heinz Stögmüller 2007), la nuova stazione concepita da Wilhelm Holzbauer (2005) considerata come la più bella stazione austriaca, la Terminal Tower di Holzbauer&Partner, il più alto palazzo di Linz oppure la Power Tower degli architetti Weber + Hofer, prima torre di uffici costruiti con una tecnica passiva.
Ma la storia non si ferma qui. Tra la stazione ed il centro città, il Musiktheater dell’architetto inglese Terry Pawson è previsto entro il 2011. Oltre al successo mediatico effimero, uno degli effetti corollari delle « capitali europee della cultura » risiede sicuramente nello sviluppo culturale ed architettonico delle città che vengono prescelte.
Il Team Archi-Europe
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Ritratto del mese
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Peter Zumthor
Rigoroso e segreto, Peter Zumthor è, dal 13 aprile scorso, il premio Pritzker 2009. Un’opera notevole nel suo modo d’integrare il lavoro d’artigianato all’interno degli edifici, musei o luoghi di culto. Quale miglior modo di coniugare il funzionale all’estetica.
Un’opera « umile » ma senza compromessi – strutture intemporanee integrate nel più pieno rispetto dell’ambiente – ha convinto la giuria del più prestigioso dei premi di architettura. «I suoi edifici hanno una forte presenza dimostrando ancora una volta che modestia nell’approccio e audacia nel risultato non si escludono l’un l’altro, ha sottolineato la giuria. » Uno dei suoi membri, Carlos Jimenez, dice « il suo lavoro ricorda che esiste in architettura un lusso che nulla ha a che vedere con budget stravaganti o con insolite ricerche formali».
Nato a Basilea nel 1943, Peter Zumthor ha lanciato il proprio studio esattamente trent’anni fa dopo aver studiato architettura in Svizzera, poi a New York, ed aver portato avanti un lavoro su progetti di restauro di edifici storici per il Cantone dei Grigioni. Alla fine del 1996, la realizzazione delle terme di Vals, in Svizzera, lo proietta alla ribalta dell’architettura. Dedicato al rito dei bagni, questo luogo magico fatto di esperienze sensoriali concentra tutto il pensiero di Peter Zumthor. L’architetto ha parzialmente sotterrato a fianco di collina una struttura in cemento e ha incrostato tutte le superfici verticali apparenti con migliaia di lastre in quarzite, finemente cesellate. I bagni sembrano caverne incastrate, ritagliate in alcune parti nel maestoso paesaggio delle montagne, l’edificio dal tetto vegetale dá l’illusione di spazi scavati nella massa. « Unite e sigillate, le piastrelle e il cemento dei muri danno l’impressione di una costruzione massiccia e statica, un’opera composita. Ispirata ai vecchi muri di sostegno delle strade di montagna, questa costruzione murale è stata specialmente messa a punto per questo edificio. In questo caso, non vi sono pannelli di rivestimento in vetro. La sovrapposizione omogenea delle pietre, gli strati ininterrotti di pietra, conferiscono all’edificio un aspetto monolitico. L’elevazione dei vari suoli, della piscina, dei soffitti, delle scale, dei banchi in pietra, dei vani di porta, obbediscono allo stesso principio di sovrapposizione continua. »
Per il Kunsthaus di Bregenz In Austria (1997), Peter Zumthor preferisce il vetro. Le larghe scaglie di vetro opaco che ricoprono le 4 facciate formano una pelle diafana che riflette l’eco delle luci cangianti dei riflessi del lago. Le scelte dell’architetto danno all’edificio l’aspetto di un monolito protetto da un fragile rivestimento. Di fronte all’eccesso di high-tech in occasione dell’esposizione universale di Hannover durante l’estate del 2000, Peter Zumthor dota il padiglione svizzero di un’apparente semplicità. Non si tratta di un padiglione vero e proprio ma di un’atmosfera che amplifica suoni e musica. « Soprattutto non volevo creare uno stand di promozione economica della Svizzera o del suo turismo, affermava allora Peter Zumthor. » Vorrei ci si ricordasse di questo imponente cubo di 3000 m3 di legno, solo accatastato, senza chiodi né colla, con un sistema di morse a molla capace di mantenere insieme i nove metri di travi.
Dedicata ad un eremita del XV° secolo, la cappella Bruder Klaus (2007) eretta in mezzo a campi a sud di Colonia, rappresenta il profondo impegno religioso di un contadino locale. Un’opera strana e forte. Per costruirla, l’architetto unisce dei tronchi di albero alti 12 metri in un tepee gigante, poi ricopre il tutto di cemento rugoso fabbricato a mano in loco e fa successivamente bruciare i tronchi. Il risultato è sorprendente. All’interno, le pareti portano le stigmati della cassaforma annerita dal fuoco. Il volume in forma di parallelogramma termina con un’apertura verso il cielo. Nei vari fori dei puntelli sono stati inseriti numerosi occhi di vetro.
Sulle rovine di una chiesa gotica distrutta durante la seconda guerra mondiale, Peter Zumthor ha edificato il museo Kolumba per ospitare la collezione dell’arcivescovato di Colonia. La sua copertura in laterizio molto particolare e in parte sovrapposto è spettacolare. Il lavoro di muratura è paragonabile ad una realizzazione fatta a maglia, un “pull-over di mattoni”. Le condizioni di illuminazione e di temperatura sono perfette per proteggere le collezioni d’arte. Vincitore del premio Brick Awards di Wienerberger, il museo trae la sua forza spirituale dalla luce naturale che bagna le sale.
Nel suo libro Thinking Architecture, Peter Zumthor difende una poetica che va oltre la forma e la costruzione di un edificio; l’architetto evoca una messa in opera precisa e sensuale dei materiali. « Sembra fondersi nelle antiche conoscenze dell’uomo sulla materia, ma al tempo stesso aggiorna l’essenza stessa del materiale, che è libera da ogni eredità culturale. Cerco, nel mio lavoro, di fare un uso similare dei materiali, aggiunge quest’ultimo. (…) L’architettura intrattiene con la vita un rapporto particolarmente fisico. Secondo me, non è in primo luogo né un messaggio, né un segno, ma un involucro, uno sfondo per la vita che passa, un sottile raccoglitore di passi sul suolo, per la concentrazione sul lavoro, per la tranquillità del sogno.» Oggi, come ieri, quando il suo progetto delle terme di Vals l’aveva portato sull’altare degli architetti più noti, questo figlio di ebenista non si è mai considerato come una « star ». Le sue creazioni, così come il suo team, rimangono a scala ridotta.
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Progetto del mese
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Ars Electronica Center, Linz
Treusch architecture
Linz, capitale europea della Cultura 2009, si è appena arricchita di un nuovo spazio interamente dedicato alle arti numeriche. Un’architettura complessa e 5100 m2 di facciate ricoperte di LED.
Spazio di cultura destinato allo sviluppo di nuove modalità relative al processo di concezione, di produzione e di rappresentazione, il centro « Ars Electronica » possiede i più importanti archivi di arti numeriche degli ultimi 25 anni. In particolare per quanto riguarda la biotecnologia, la robotica, il futuro della concezione o il materiale dei cataloghi del festival Ars Electronica, fondato nel 1979 per evidenziare la rivoluzione numerica allora nascente. E’ stata appena creata un nuova A new, multilevel wing is being erected immediately adjacent to the existing building.ala accanto al primo edificio aperto nel 1996, portando la superficie totale a 6500 m² . Ben dimensionati, gli spazi espositivi sono ubicati sotto il piazzale. Questo museo del futuro si è dotato di un atrio su due piani The expanded Ars Electronica Center will feature approximately 6,500 m2 of space, almost 4,000 m2 more than the current facility.che collega la vecchia e la nuova parte del museo. L’estensione è divisa in tre settori: un edificio principale su diversi piani, degli spazi espositivi al sottosuolo e un terreno multifunzionale che si collega con una scalinata verso l'Ars Electronica Futurelab.
Dal punto di vista urbano, il concetto si basa sul principio del dialogo con l’ambiente allo scopo di mantenere una veduta senza ostacoli verso il Danubio. Tentando di proteggere e conservare il tessuto urbano..The two structures will be wrapped in a backlit glass shell that creates a unitary architectural ensemble. L'idea direttrice del progetto era quella d’integrare una scultura architetturale che potesse dare l’impressione ai due edifici di essere un’insieme omogeneo. Per poter raggiungere questo scopo, gli architetti li hanno unificati grazie a un « guscio» strutturale in acciaio e in vetroThis cityscape highlight will function as a transparent light sculpture in its own right and the architectural counterpart of the Lentos across the Danube.. Tutto appare storto. I vari elementi danno l’impressione di separarsi e di unirsi al tempo stesso. La struttura svela continuamente nuove forme a seconda dello sguardo..
Le superfici, parzialmente realizzate in vetro trasparente, e parzialmente in vetro opaco, possono essere retroilluminate attraverso l’interstizio tra il muro ed il guscio. La notte, la struttura assume un aspetto spettacolare. La facciata di 5000 m² è stata assemblata con 1100 strisce LED di elevata potenza (rosse, verdi, blu e bianche). Ognuno dei 4400 canali è accessibile individualmente e regolabile tra 0 e 100%. Il risultato è impressionante, e fa eco alla controparti architetturali del museo di arti moderne Lentos, sulla riva opposta del fiume.. Questa audace realizzazione rappresenta il punto culminante del paesaggio industriale di Linz.
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Prodotto del mese 1
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LE NUOVE TEGOLE CANADESI IKO
Le tegole canadesi sono la copertura per tetti ideale sia per nuove costruzioni che per progetti di rinnovamento. Poco importa lo stile che preferite, IKO dispone di un’esauriente gamma di colori e di forme di tegole ed accessori di tutti i tipi. Sia i laboratori interni di IKO che i laboratori europei indipendenti (esempio Technische Universität München) hanno confermato a varie riprese la qualità dei prodotti.
Cambridge, un’innovazione IKO
IKO innova continuamente nelle tecniche di produzione, i prodotti ed i servizi. Le tegole laminate a doppio strato Cambridge illustrano perfettamente lo stile innovatore d’IKO con un’ottima finitura estetica e una buona resistenza al vento ed alle intemperie.
Una forza e una resistenza eccezionale
Le tegole canadesi Cambridge sono estremamente resistenti e durature, garantite dal label CE:.
Il giunto solido in velo vetro pesante rivestito da un bitume speciale garantisce la resistenza alle intemperie. Questo prodotto è pertanto particolarmente resistente alle influenze atmosferiche soprattutto in caso di forti pioggie e tempeste.
Vantaggi offerti dalle tegole canadesi Cambridge:
- Le tegole canadesi Cambridge richiamano l’aspetto delle classiche tegole in legno grazie ai colori ed all’aspetto tridimensionale ad un prezzo abbordabile
- Le tegole canadesi Cambridge esistono in 7 sfumature naturali e contemporanee che creano un gioco di linee dinamiche sul tetto.
- La superficie delle tegole si compone di granulati in ceramica (abbattimento gestito in proprio) che proteggono gli strati della tegola ultraviolette.
- Le tegole canadesi Cambridge sono adatte per pendii dai 15° e oltre, anche per tetti a forma rotonda. |
Prodotto del mese 2
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SCRIGNO - REMIX
Da un’evoluzione di Scrigno Base e Scrigno Granluce è stato concepito Scrigno REMIX.
Un controtelaio innovativo che è idoneo ad accogliere al suo interno una coppia di ante
in vetro parallele a trascinamento, scorrevoli, a scomparsa in uno spessore parete ridotto.
Infatti è utilizzabile in presenza di una normale parete in laterizio realizzata con forati di cm 8, che notoriamente ha uno spessore finito di cm 10,5. Lo spessore delle ante è di 10 mm. Questa soluzione è nata per rispondere sia a esigenze abitative (un unico cassonetto che raddoppia la luce di passaggio) sia a esigenze estetiche (sempre più spesso gli architetti prediligono la scelta del vetro all’interno delle abitazioni).
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Le particolari caratteristiche di Scrigno REMIX lo rendono particolarmente adatto in ambienti adiacenti, rendendoli comunicanti quando occorre, oppure tornando nuovamente a tenerli separati in altri momenti.
Scrigno Remix è disponibile nella versione Semplice, per intonaco con:
larghezze luci da 120/140/160 cm e con
altezze luci standard 200/210 cm e fuori misura |
Il concorso nel dettaglio
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SAIE Selection '09
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BolognaFiere e Archi-Europe organizzano il concorso "SAIE Selection 09" allo scopo di selezionare 24 progetti e concetti (12 per la categoria Giovani architetti e 12 per la categoria Studenti) sul tema delle soluzioni abitative a basso costo e a basso consumo energetico.
La totalità dei 24 progetti selezionati verrà presentata nell’ambito Cuore Mostra Saie 2009, durante il SAIE Salone Internazionale dell’edilizia, dal 28 al 31 ottobre 2009.
SAIE Selection è aperto ai giovani progettisti (architetti ed ingegneri under 45) e studenti delle Facoltà di Architettura e Ingegneria.
Il termine ultimo di presentazione è fissato al 31 luglio 2009.
http://www.archi-europe.com/archi-saie-awards/ |
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Copyright 2009 Archi-Europe Group nv/sa
Redattore responsabile: Jacques Allard | Redattore principale: Marie-Claire Regniers
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