Art & Build
Niente futuro senza passato
Il libro « A humanistic approach to architecture » celebra i 20 anni dello studio belga Art & Build, basato a Bruxelles, Parigi , Lussemburgo e Tolosa. Un’occasione per ripercorrere un percorso ricco di progetti e scoprire una volontà corale per un ‘architettura più « sostenibile ».
Nato nel 1989 dall’associazione dei tre architetti Pierre Lallemand, Marc Thill, Philippe Van Halteren e dell’ingegnere civile Isidore Zielonka,lo studio Art & Build dimostra immediatamente il proprio spirito di apertura. La complementarità dei quattro membri fondatori, ognuno con la propria esperienza individuale, permette loro di diversificare le proprie attività e di presiedere tutte le funzioni legate alle molteplici sfaccettature dell’architettura. Questo procedimento pluridisciplinare viene tradotto nei numerosi progetti e va dalla pianificazione urbana all’ingegneria e al design di prodotti. Citando proprio queste competenze trasversali, lo scrittore Pierre Loze* afferma che esse «creano inoltre una dinamica di scambio e favoriscono l’dentità dello studio e al tempo stesso la prospettiva del mestiere. (…) Non s’inventa mai nulla, tutto si trova nell’aria del tempo che bisogna sentire, catturare, anticipare, formulare, senza andare troppo oltre e senza ostinarsi in direzioni, forme o soluzioni tecniche che la società non è pronta ad accettare.»
Al di là del fatto che un edificio debba esprimere un sua funzionalità, gli architetti amano ricordare che la prima motivazione è di ordine estetico. Il gesto architetturale risulta dall’insieme delle caratteristiche che determinano la causa ragionevole dell’oggetto. Se si tiene conto della dimensione culturale di un progetto, l’identificazione collettiva assicura a quest’ultimo una maggiore durata di vita. Nel caso della biblioteca delle Scienze Umane dell’Univesità Libera di Bruxelles (ULB) con una superficie di 13000 m² ripartita si 9 piani, appare chiaro che la sua realizzazione è dipesa da un stima dei costi, un programma e delle scadenze. Le sua creazione nel 1994 è stata dettata dalla volontà di disporre di uno strumento culturale competitivo. In questo quadro vi è anche la simbolica dell’immagine da realizzare. Le scelta della forma (triangolo rettangolo), le linee orizzontali ed i materiali (marmo bianco, alluminio e vetro) fanno da contrasto con la costruzione già esistente. Il Museo della Medicina e la sua estensione (1990-2000) integrano una nuova simbolica che ripercorre la storia della medicina con elementi allegorici. Articolato intorno ad un grande pozzo di luce, l’edificio principale è rivestito di una reticella metallica mascherata da un velo di pietra naturale inquartato a livello dell’ingresso.
Centri ospedalieri, centri abitativi, banche, edifici per il settore terziario, rinnovamento di centri culturali, casinó, scuole, sedi di grandi imprese, nulla sembra sfuggire alle mani degli architetti. In ogni progetto, l’espressione di una sensibilità, preferibilmente forte e singolare, è la testimonianza dei vari attori di Art & Build. Ma, al di là della programmazione, essi sono consci del fatto che i loro sforzi debbano offrire una perennità che vada oltre lo scopo per il quale le loro opere vengono realizzate. Costruire con materiali poco inquinanti, riflettere alle economie di energia, prendere in considerazione il confort e la salute degli occupanti, Art & Build ne ha fatto la propria linea guida. Il Covent Garden (2000-2008), ad esempio, dalla volumetria in ellisse è il primo edificio per uffici a Bruxelles munito di una stazione di epurazione delle acque usate riutilizzabili per scopi sanitari, di manutenzione ed annaffiamento. Per il rinnovamento in profondità del Berlaymont, sede della Commissione europea (1996-2004), gli architetti, scelti per il concetto ed il design, hanno volontariamente ricercato le migliori soluzioni per ridurre il consumo energetico. I vecchi muri a tenda sono stati sostituiti da facciate in vetro isolante e muniti di un sistema articolato per la protezione solare.
Una scocca perenne ad elevate prestazioni è il risultato del palazzo generale del Consiglio dell’Europa a Strasburgo, ricompensato a varie riprese. Sotto un grande tetto emblematico, sei unità di edifici definiscono tra loro gli ingressi ed i giardini allo scopo di aggiungere zone di vita all’interno degli spazi di lavoro. Per quanto riguarda gli edifici destinati ad ospitare le Direzione europea per la qualità dei medicinali (DEQM), l’architettura, rispettosa del prestigio di questa istituzione, ha adottato un linguaggio tecnologico legato alle funzioni del laboratorio e la zona uffici predilige il confort e la qualità di vita.
Progetto in corso in seguito al concorso vinto nel 2005 per l’estensione e la riorganizzazione dell’ospedale di Tolosa, l’edificio su palafitte viene protetto dal sole grazie ad una facciata a doppia pelle. La scocca realizzata in terra cotta traforata limita l’apporto solare e forma un sorta di condizionatore d’aria naturale. Il piano tecnico arretrato e i passaggi riservati ai vigili del fuoco determinano una fisionomia esterna particolarmente espressiva.
Oggi, al momento da fare un bilancio relativo alla concretizzazione dei loro pensieri, desideri ed aspirazioni, gli architetti ridefiniscono i loro obiettivi di domani. E, al di là della mondializzazione, una visione molto più umanista dell’architettura. Di fronte ai nuovi criteri di una società in costante evoluzione, essi anticipano per poter restare alla ribalta del palcoscenico architetturale. La domanda esige ormai edifici novatori in accordo con le esigenze delle norme HQE, LEED o BREAAM in grado di valutare le performance ambientali delle costruzioni. Sapendo che tali norme diventeranno tassative in futuro, Art & Build aderisce al manifesto « C2C in Architettura ». Questa dichiarazione di qualità (c2carchitecture.org) riunisce anche gli studi RAU architects (Paesi Bassi), A00 architects (Cina, Canada) e Zahn Architektur (Germania). Movimento federatore per gli edifici che vantano i principi della pratica dell’ecologia Cradle to Cradle, il manifesto è stato approvato dai fondatori del paradigma C2C, Michael Braungart e Bill McDonough. Cosí come Art & Build, anche C2C propone una visione positiva « che celebra l’abbondanza della creatività umana, della cultura e della produttività rifiutando la dicotomia – sbagliata – tra evoluzione umana e salute ambientale. » Una vera rivoluzione industriale. E Steven Beckers aggiunge : « Parliamo di crescita e non di decrescita! Porteremo lontano la nostra conoscenza del lavoro sui materiali e i prodotti per la costruzione. Citiamo l’esempio dell’industriale Desso che già valorizza i rifiuti delle proprie moquette. »
In due decenni, lo studio Art & Build si è sviluppato (un centinaio di collaboratori di cui 15 soci) e diversificato sia in termini geografici che in termini progettuali. L’urbanismo occupa una posizione di prima scelta. « La città è l’invenzione più meravigliosa dell’uomo, proclama Pierre Lallemand. Al tempo stesso ricettacolo e luogo di vera libertà le città non hanno senso se non nella diversificazione. Sono il riflesso di ció che creiamo. E’ chiaramente difficile inventare continuamente, si tratta di un lavoro continuo, ma anche di un piacere e di una ragione di vita. »
*A humanistic approach to architecture, Images Publishing 2009 Partners : Pierre Lallemand - Marc Thill - Philippe Van Halteren - Isidore Zielonka - Steven Beckers – Luc Deleuze – Philippe Bultot – Alain Wouters – Charlotte Pijcke - Alexander de Haes – Bruno Caballé – Gilles Bourgeois - Kervyn da Silva Lucas – Christian Likassi – David Roulin.
www.artbuild.eu
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