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Marzo 2010 |
division of Archi-Europe Group |
Editoriale
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Abitare in modo ecologico
Gli architetti sono per definizione i primi a ripensare i tipi di abitazione. A loro spetta il compito di ridefinire le priorità risolvendo ogni tipo di imperativo. Dai pionieristici tempi del bioclimatico fino all’habitat compatto, più economico in termini di superfice che in termini energetici rispetto alla casa individuale, la costruzione residenziale rappresenta un territorio particolarmente fertile in materia di architettura ecoresponsabile. Trattasi di un’architettura veramente particolare. Gli esperti affermano che entro il 2050, 80% della popolazione mondiale risiederà in ambiente urbano. Ecco perché, non appena si pone la questione dell’architettura sostenibile, si pone anche quella dello sviluppo delle città e del modo di abitare intelligentemente. Le risposte sono numerose, all’immagine della complessità dei luoghi e delle poste in gioco. Di fronte alle urgenze sociali e climatiche, i principi ecologici appaiono oggi come possibili soluzioni per il futuro, per la realizzazione di un concetto globale. Con concrete possibilità di costruire e sviluppare edifici che non utilizzino più di 30, 15, o addirittura 0% di energia fossile, il resto proveniente da energie cosiddette verdi. Ma ció non basta. Costruire uno scenario di vita armoniosa con le numerose esigenze delle società moderne richiede che si prenda in considerazione il rispetto della natura ma anche le problematiche sociali e geopolitiche. Il mese scorso abbiamo, con Francis Kéré, parlato delle architetture africane che si confrontano alle sfide sostenibili in termini di sopravvivenza.
« Ormai l’architetto non puó più accontentarsi di attingere alle proprie risorse per rinnovarsi, indica Marie-Hélène Contal, autore del libro Sustainable Design : Towards a New Ethic in Architecture and Town Planning *, scritto insieme a Jana Revedin e pubblicato alle edizioni Birkhaüser (2009). Nei paesi del nord, emergono nuove tecniche di green living. Altrove, vi è una timida apertura nel campo delle relazioni sociali e culturali. Ci sono determinate conoscenze e certezze che bisogna rimettere in discussione. Occorre andare oltre la psicologia della riconquista. »
*Architectures durables - Une nouvelle éthique pour l’architecture et la ville / Editions Le Moniteur 2009
Marie-Hélène Contal ha inoltre preso parte alla pubblicazione collettiva Habiter écologique - Quelles architectures pour une ville durable? Editions Acte Sud 2009
Il Team Archi-Europe
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Ritratto del mese
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Hermann Kaufmann
Qualificandosi spesso come difensore del legno nella costruzione, l’austriaco Hermann Kaufmann si illustra par la volontà costante di conciliare architettura ed ecologia.
Tra poche settimane verranno rese note le nomine per il Global Award for Sustainable Architecture. In occasione della prima edizione nel 2007, questo premio internazionale aveva ricompensato Hermann Kaufman, specialista dell’habitat passivo, per la sua ricerca di un’architettura contemporanea innovante dal punto di vista delle economie di energia, dell’ecologia, dei materiali e delle tecnologie utilizzate. A tale occasione gli era inoltre stata ordinata la prima casa della "collection-manifeste d'architecture durable" realizzata in Francia nelle Yvelines*. Questo piccolo centro municipale suddiviso in alloggi e sale per seminari, questa «scatola in legno» su palafitta di 10x10 metri realizzata su due piani e fatta di legno non trattato rappresenta una «super casa passiva» in quanto l’architetto annuncia consumi di cinque volte inferiori a quelli di una casa passiva tradizionale.
Nato nel 1955 nella regione del Vorarlberg, Hermann Kaufmann trascorre la sua infanzia nella segheria familiale, imparando sul terreno le caratteristiche del legno e le tecniche legate a questo materiale. Il Vorarlberg, regione austriaca tradizionalmente portata verso l’industria del legno, ha vissuto l’arrivo di un movimento capace di riunire architetti e costruttori intorno ad un ”savoir-faire” tradizionale incredibile per quanto concerne la costruzione in legno a livello industriale. Dopo aver effettuato studi di architettura ad Innsbruck ed a Vienna, Hermann Kaufmann ritorna nel suo Vorarlberg natale. Il tema centrale dei progetti dello studio da lui creato a Schwarzach con Christian Lenz riflette un vero impegno sociale volto alla produzione di un habitat ecologico accessibile a tutti. Il legno è chiaramente il suo materiale prediletto. Riconosciuto per le prestazioni energetiche e caratterizzato da elementi di facciata in larice perfettamente isolanti e adornato da elementi colorati, il complesso residenziale Mühlweg illustra la possibilità di realizzare in maniera economica alloggi sociali in legno su diversi piani. Il centro comunitario di Ludesh invece offre gli standard di una casa passiva. L’intero processo costruttivo ed i materiali utilizzati sono stati selezionati per la loro qualità sostenibile ( e con un sovraccosto di appena l’1,9% ). I suoi "laboratori" sono case individuali, come ad esempio la casa Mathis, una costruzione in legno in gran parte vetrata che si prolunga su tre lati verso terrazze protette da tettoie. Una buona isolazione termica, una pompa a calore verticale e sensori solari permettono di ottenere consumi di energia minimi.
Hermann Kaufmann che insegna all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, si è visto attribuire in qualità di specialista del legno, un’importante ordine in Francia : la costruzione di un habitat collettivo a Lione in seguito ad un concorso da lui vinto. Il progetto che comprende 77 alloggi, concepito con l’architetto Hervé Vincent, si distingue per la sua architettura particolarmente compatta e massiccia. La particolarità proviene anche dall’utilizzo in modo caloroso del legno, percepito direttamente o indirettamente attraverso una seconda copertura in vetro. Punto saliente del progetto, il label « Passivhaus » è per la prima volta utilizzato in Francia per un progetto di alloggi collettivi. Questo risultato è stato possibile grazie alla scelta innovante di un’ossatura in legno, la tenuta stagna eccezionale della scocca e della falegnameria a tripla vetratura. Il consumo energetico globale degli alloggi scende cosí a 29,5Kwh/m2/anno.
In Austria o altrove, il lavoro di Hermann Kaufmann si basa sulla ricerca costante di un’architettura che prende in considerazione la gestione sostenibile delle risorse, l’ottimizzazione del controllo energetico e le sorpendenti potenzialità costruttive del legno.
Nel 2058, 51 realizzazioni faranno parte di un museo all’aperto raffigurante l’habitat della prima metà del 21° secolo.
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Progetto del mese
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Progetto particolarmente difficile ed esigente, questa sorprendente casa insediata in pieno Parigi è 100% ecologica
Il progetto nasce dalla vendita di un piccolo terreno d’angolo di 120 m², a due passi dalla Porte de Bagnolet. Malgrado lo spazio esiguo, l’architetto franco-argentino Pablo Katz ha realizzato un edificio ripartito su 5 piani utilizzando materiali naturali e riciclabili e basandosi sulla relazione visiva degli spazi attraverso una geometria accurata e delle connessioni dinamiche. Il progetto, molto equilibrato e flessibile permette al tempo stesso di rispondere alle richieste attuali dei suoi abitanti ed all’evoluzione dei loro bisogni nel tempo. L’architetto ha fornito gli strumenti per fare in modo che l’habitat accompagni i mutamenti dell’ambito familiale. Ogni facciata è stata trattata in modo diverso assumendo un ruolo preciso ed un’estetica legata alle esigenze. Il lato che dà sulla strada è aperto mentre la facciata laterale in legno, più chiusa, protegge dai vicini. Dietro, il lato sud, si presenta con un muro vetrato che, quando fa bello, si puo’ aprire usufruendo cosí dello spazio esterno al riparo dagli sguardi. Inoltre, per proteggere l’intimità degli abitanti, è stata disposta una grata tipo Mashrabiya per il bagno.
L’architettura seppure contemporanea, s’iscrive nel tempo e nella durata, senza concessioni ad effetti di moda effimeri, senza compromessi, nel rispetto dell’ambiente. Allo scopo di limitare deperdizioni di energia, il proprietario e l’ideatore hanno scelto un’isolazione di qualità, uno scaldaacqua solare, un caldaia a gas a condensazione, dei pavimenti riscaldanti a bassa temperatura, una ventilazione a doppio flusso. Questi dispositivi permettono di diminuire le spese e al tempo stesso di procurare un vero confort. I pannelli solari ad esempio, coprono un pò più della metà del fabbisogno annuale in acqua calda sanitaria contro un investimento ed un ammortamento ragionevoli. Ecologica, la casa è anche intelligente, con profusione di comandi integrati e numerosi schermi tattili. Si tratta di un caso sperimentale e l’architetto non ha voluto rinchiudersi in logiche normative costringenti. La performance è stata ricercata per sposare un progetto globale senza rimettere in questione la coerenza architetturale.
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Prodotto del mese
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DomoDeck Echo
Respingete i limiti del concetto
La nuova soluzione di pavimenti della Echo. Una risposta su misura alla tendenza del mercato attuale della costruzione residenziale. Questa soluzione di pavimento in calcestruzzo precompresso della Echo è una benedizione per tutti coloro che l’utilizzano : architetti, rivenditori, imprenditori edili.
DomoDeck rappresenta una nuova era nella costruzione, dove qualità superiore e servizio impeccabile rivestono un’importanza capitale. Allora, anche voi scegliete DomoDeck. La soluzione per i pavimenti di oggi e di domani
I vantaggi di DomoDeck: » Disponiblie in 24 ore
» Libertà di realizzazione unica
» Realizzazioni poco spesse per grandi campate
» Possibilità di realizzazione su misura
» Misure più precise
» Rendimento elevato
» 500 kg di carico utile
DomoDeck è costruito in calcestruzzo precompresso. Questo significa che l’armatura viene messa sotto tensione durante il processo di produzione. Per una portata ed un carico identici, DomoDeck è più fine di un pavimento in cemento armato tradizionale. Una soluzione meno spessa che garantisce tuttavia la capacità di carico richiesta per l’intera superfice del pavimento. Un vantaggio notevole. Applicabile anche nella costruzione residenziale!
Echo è convinto che gli elementi in calcestruzzo precompresso sono promessi ad un grande futuro. I vantaggi di questi prodotti sono visibili su vari tipi di terreno e permettono inoltre di costruire rapidamente, sono sostenibili ed offrono numerose possibilità.
http://www.domodeck.be
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Libri
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1. Petit manuel de la conception durable
Françoise-Hélène Jourda
96 pagine | € 39.95
Editions Archibooks
Francese
ISBN 978-2-35733-075-7
>> maggiori informazioni |

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2. Hi-Tec Architecture
384 pagine | € 28.00
Daab Publishing
Inglese/ Francese/ Tedesco/ Italiano/ Spagnolo
ISBN 978-3-86654-020-0
>> maggiori informazioni
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3. Green living
Àlex Sánchez Vidiella
619 pagine | € 39.90
Booqs Tectum Publishers
Inglese/ Francese/ Olandesi/ Tedesco
ISBN 978-8492463-99-2
>> maggiori informazioni |
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Copyright 2010 Archi-Europe Group nv/sa
Redattore responsabile: Jacques Allard | Redattore principale: Marie-Claire Regniers
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