|
Joël Claisse, Bruxelles
Un’architettura senza compromessi
In un gran numero di progetti, l’architetto realizza interventi contemporanei su edifici esistenti facendo prova di grande sobrietà e finezza. Egli combatte quotidianamente ‘l’architettura senza rischi’. « Bisogna smettere di disperdere l’habitat in lottizzazioni, ama ricordare (con Pierre Loze) nella pubblicazione Belgium New Architectures volume 4, pubblicato da Prisme Editions. Occorre rinnovare gli edifici esistenti e dar loro una nuova vita. Bisogna smettere di mettere in competizione gli architetti secondo procedimenti che fanno di loro dei semplici fornitori di disegni e di documenti. L’architettura e l’urbanismo devono ritrovare la propria posizione al centro della nostra società nella ricerca di una nuova arte di vivere. »
Rivalorizzare fino in fondo quartieri e favorire il dispiego di varie funzioni all’interno del centro urbano, questo è un altro dei suoi impegni. Oggi come ieri. Sono ancora troppo numerosi i progetti creativi vilipesi dagli uomini politici e dai comitati di quartiere.
Nel caso dell’antico convento delle Suore Francescane, le facciate neoclassiche conservate per motivi urbanistici lasciano intravvedere la grande scala elicoidale dietro una parete interamente vetrata. I volumi interni modificati per poter accogliere degli studi di avvocati sono stati concepiti in uno spirito minimalista, dalla nuova struttura in cemento armato ai mobili ed al sistema di illuminazione disegnati dall’architetto ed i suoi collaboratori. L’operazione destinata a rinnovare una antica fabbrica di birra per trasformarla in una struttura altamente tecnologica nel cuore di un oasi urbana è stata portata avanti con lo scopo di ritrovare la scocca originale dell’edificio , la traccia del passato e di concepire una disposizione dall’approccio decisamente contemporaneo. L’architetto ha deciso di conservare i muri in mattoni apparenti e anche di aprire una delle lunghe facciate nella sua parte centrale con l’ausilio di telaio verticale, creare un atrio e ristrutturare il volume interno da ogni lato di questo ambiente particoarmente luminoso..
Nel 2002, lungo il ‘Quai aux Pierres de Taille’, l’oggetto del restauro (un edificio del 1926) risultava inusuale dal punto di vista delle dimensioni: 40 metri di facciata e 30 di profondità, ripartiti su quattro livelli. La struttura e la vetrata una volta ricostruite , due grandi spazi tecnici sono stati successivamente realizzati su tutta la lunghezza dell’edificio.
Anche i progetti residenziali vengono trattati con lo stesso spirito, semplice e sereno. Le famose ‘maisons de maîtres’ case signorili su diversi piani dell’inizio del secolo scorso vengono restaurate a livello delle facciate mentre il lato posteriore subisce un profondo lifting: demolizione e ricostruzione di pareti in cemento armato, creazione di larghe vetrate, studi minuziosi di terrazze e balconi edegli spazi interni ed esterni.
In occasione di un rinnovamento di una grande casa tradizionale in uno dei quartieri più verdi di Bruxelles, lo studio Joël Claisse Architectures ha dato una nuova spazialità agli spazi interni, decompartimentandoli, aprendoli verso la luce creando in tal modo nuove prospettive. L’estensione completamente vetrata permette al salotto di aprirsi sul giardino lasciando, sotto la terrazza, un importante supericie dedicata allo sport ed al benessere.
Il dovuto rispetto nei confronti delle testimonianze del passato non puo’ fare ostacolo alla creazione architetturale che merita di essere incoraggiata. Le realizzazioni di Joël Claisse, sobrie e rigorose, rispettano la costruzione già esistente ed il rapporto alla città, coltivando il raffinamento nei minimi dettagli costruttivi e nella scelta delle materie utilizzate.
www.claisse-architecte.be
|