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Nel 2004, il premio francese Nouveaux Albums de la Jeune Architecture (NAJA) ricompensava lo studio LAN Architecturecreato due anni primada Benoît Jallon (1972) e Umberto Napolitano (1975), entrambi da poco laureati con lode presso la scuola di architettura di Paris La Villette. Un vero riconoscimento nazionale che consente loro di uscire rapidamente dall’anonimato. Allorché numerosi giovani architetti si ritrovano spesso isolati al momento dei loro primi progetti e dei loro primi clienti, i due amici si aprono immediatamente all’interdisciplinarietà dell’architettura. Il nome LAN - Local Architecture Network, o « rete locale di architettura » - riflette chiaramente un concetto che lascia intendere in permanenza l’idea di rete. Ogni progetto dà un’importanza primordiale al contesto ed all’ambiente. Lungi da una ricerca di tipo estetico o d’identità, questa pratica si orienta verso l’osservazione, l’analisi strategica fornendo le giuste risposte ai problemi posti. « Il punto di partenza è la ricerca del piacere del luogo, dei dettagli che danno al progetto architetturale la sua atmosfera e specificità. Solo successivamente si sviluppano le prime stategie spaziali di valorizzazione del luogo. » Ognuna di loro nasce dalla necessità di rispettare l’ambiente al momento dell’inserimento di una nuova costruzione.
Ormai animato da una ventina di professionisti dinamici, lo studio LAN Architecture moltiplica il volume delle proprie attività vincendo numerosi concorsi in Francia ed altrove. Attualmente vi sono quindici progetti in corso. Benoît Jallon e Umberto Napolitano prevedono di sviluppare la loro attività in diversi paesi nel rispetto del contesto, dei programmi e delle specificità, continuando ad esplorare nuovi settori di azione a favore di un’immagine sociale e urbana forte.
1. Benoît Jallon e Umberto Napolitano
© photo Benoit Linero, Paris
2. Ludoteca (Bonneuil sur Marne, 2006)
L’idea di partenza prendeva in conto il cambiamento di destinazione di un edificio esistente, il concetto di uno spazio giochi per bambini e la creazione di una struttura pubblica in un quartiere difficile, tenendo anche conto del budget particolarmente serrato. Come risposta, gli architetti hanno realizzato una specie di guscio in cemento grezzo simile ad un bunker. Il contrasto tra l’esterno ermetico e gli interni cosí intimi e luminosi rappresentano la chiave di lettura di questo progetto.
© photo Jean Marie Monthiers
3. Sede sociale Marchesini Francia (Saint Mesmes, 2008)
Situato nel dipartimento della Seine et Marne, l’edificio è stato studiato in funzione dell’ubicazione e della morfologia paesaggistica. L’edificio si compone di due volumi distinti, il primo tutto in leggerezza, dedicato all’ambiente di lavoro, il secondo ancorato al suolo per l’atelier e gli spazi espositivi e di deposito.
© photo Jean Marie Monthiers
4. Centro d'Archivi EDF (Bure, consegna 2010)
L’obiettivo principale del progetto è la realizzazione di un edificio a basso consumo energetico grazie ad una morfologia intelligente, una scocca efficace nelle prestazioni, una scelta di sistemi pertinenti ed una produzione di energia rinnovabile. Di una superficie totale di circa 7000 m², la costruzione su 5 livelli è stata concepita secondo un piano semplice e razionale a metà strada tra un bunker ed un edificio industriale. Per dare l’impressione di leggerezza, in movimento, il rivestimento esterno è in cemento colore terra con incastonate 100 000 pastiglie in inox levigato. La scocca dell’edificio sembra cosí perdere i propri limiti dimensionali e rispecchia i colori circostanti.
© LAN Architecture, RSI studio, Paris
5. Residenza studentesca (Parigi, consegna 2010)
Progetto a doppia scala ( la strada e il cuore dell’isolotto) destinato a colmare gli spazi vuoti del tessuto urbano, questa futura residenza studentesca ben rispecchia la strategia di LAN : mai interferire nell’apporto luminoso del vicinato. La realizzazione di due interstizi, la trasparenza del piano terra ed i muri in laterizio color ardesia riflettono alla perfezione gli edifici dei dintorni parigini.
© LAN Architecture, RSI studio, Paris
6. Alloggi sociali (Parigi, consegna 2010)
Nata dalla sfida di rispondere al tempo stesso alla necessità d’integrazione urbana e alla concezione di un insieme pionieristico nel rispetto dello sviluppo sostenibile, questa proposta segue una doppia logica : orientare il maggior numero possibile di edifici possibile verso il parco e minimizzare l’impatto sul lato della strada attraverso la realizzazione di una facciata costituita da un minimo di aperture onde evitare ogni possibile dispersione di energia catturata.
© LAN Architecture, RSI studio, Paris
7. Neue Hamburger Terrassen (Amburgo, in corso)
Costruire questo nuovo quartiere significa prima di tutto cercare di considerare i terrazzi in una logica evoluta e contemporanea.
L’assenza di automobili e la taglia ridotta delle costruzioni permettono agli abitanti di rapidamente appropriarsi degli spazi pubblici particolarmente lussureggianti. La filosofia di « individualizzazione collettiva » ha motivato gli architetti nella concezione di alloggi in vari lotti di diverse densità. La sfida era quella di offrire qualità domestica individuale, prestazioni termiche ed energetiche legate a progetti collettivi, il confort dell’automobile ed il piacere di abitare in un quartiere pedonale.
© LAN Architecture, RSI studio, Paris
http://www.lan-paris.com/
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