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Tra poche settimane verranno rese note le nomine per il Global Award for Sustainable Architecture. In occasione della prima edizione nel 2007, questo premio internazionale aveva ricompensato Hermann Kaufman, specialista dell’habitat passivo, per la sua ricerca di un’architettura contemporanea innovante dal punto di vista delle economie di energia, dell’ecologia, dei materiali e delle tecnologie utilizzate. A tale occasione gli era inoltre stata ordinata la prima casa della "collection-manifeste d'architecture durable" realizzata in Francia nelle Yvelines*. Questo piccolo centro municipale munito di alloggi e sale per seminari , questa «scatola in legno» su palafitta di 10x10 metri realizzato su due piani e fatta di legno non trattato rappresenta una «super casa passiva» in quanto l’architetto annuncia consumi di cinque volte inferiori a quelli di una casa passiva tradizionale. Nato nel 1955 nella regione del Vorarlberg, Hermann Kaufmann trascorre la sua infanzia nella segheria familiale, imparando sul terreno le possibilità del legno e le tecniche legate a questo materiale. Il Vorarlberg, regione austriaca tradizionalmente portata verso l’industria del legno, ha vissuto l’arrivo di un movimento capace di riunire architetti e costruttori intorno ad un ”savoir-faire” tradizionale incredibile per quanto concerne la ricerca di costruzioni in legno a livello industriale. Dopo aver effettuato studi di architettura ad Innsbruck ed a Vienna, Hermann Kaufmann ritorna nel suo Vorarlberg natale. Il tema centrale dei progetti dello studio da lui creato a Schwarzach con Christian Lenz riflette un vero impegno sociale allo scopo di produrre un habitat ecologico accessibile a tutti. Il legno è chiaramente il suo materiale prediletto. Riconosciuto per le prestazioni energetiche e caratterizzato da elementi di facciata perfettamente isolanti in larice e ricoperto da elementi colorati, il complesso residenziale Mühlweg illustra la possibilità di realizzare in maniera economica alloggi sociali in legno di diversi piani. Il centro comunitario di Ludesh invece offre gli standard di una casa passiva. L’intero processo costruttivo ed i materiali utilizzati sono stati selezionati per la loro qualità sostenibile ( e con un sovraccosto di appena l’1,9% ). I suoi "laboratori" sono case individuali, come ad esempio la casa Mathis, una costruzione in legno in gran parte vetrata che si prolunga in tre lati verso terrazze protette da tettoie. Una buona isolazione termica, una pompa a calore verticale e sensori solari permettono di avere un consum di energia minimo.
Hermann Kaufmann che insegna all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, si è visto attribuire in qualità di specialista del legno, un’importante ordine in Francia : la costruzione di un habitat collettivo a Lione in seguito ad un concorso vinto. Il progetto di 77 alloggi, concepito con l’architetto Hervé Vincent, si distingue per la sua architettura particolarmente compatta e massiccia. La particolarità proviene anche dall’utilizzo in modo caloroso del legno, concepito direttamente o indirettamente come una seconda pelle in vetro. Punto saliente del progetto, il label « Passivhaus » è per la prima volta utilizzato in Francia per un progetto di alloggi collettivi. Questo risultato è stato possibile grazie alla scenta innovante di un’ossatura in legno, la tenuta stagna eccezionale della scocca e della falegnameria a tripla vetratura. Il consumo energetico globale degli alloggi scnde cosí a 29,5Kwh/m2/anno. In Austria o altrove, il lavoro di Hermann Kaufmann si basa sulla ricerca costante di un’architettura che prenda in considerazione la gestione sostenibile delle risorse, l’ottimizzazione del controllo energetico e le sorpendenti potenzialità costruttive del legno.
Nel 2058, 51 realizzazioni faranno parte di un museo all’aperto raffigurante l'habitat della prima metà del 21° secolo.
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