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Interni Design Energies
Architetti e designer di talento hanno firmato le installazioni viste all’esposizione Interni Design Energies, uno dei punti forti della Milano Design Week 2009. A partire da impegni personali – ecocostruzione, ecodesign, utilizzo misto di materiali naturali e prodotti ad elevata tecnologia – tutti hanno raccolto la sfida della responsabilità nei confronti dell’ambiente. Piccola selezione in immagini dei progetti presentati il tempo di una settimana all’interno del cortile centrale dell’Università di Milano.
1. Senza titolo
Rudy Ricciotti con Romain Ricciotti e Guillaume Lamoureux
Studiati e sviluppati per una villa in Francia, questi elementi per tetti in Ductal® (calcestruzzo ad alte prestazioni della Lafarge) permettono uno sbalzo fino a 7,80 m con 3 cm di spessore. Un gesto architetturale ed una sfida strutturale al tempo stesso. Ingegnere civile, Romain Ricciotti ne ha definito le forme e le dimensioni al termine di un lavoro minuzioso. Ogni pannello lungo 9,25m e largo 2,35m è composto da una lastra di spessore munita di due nervature laterali ad energia progressiva, più alte al livello del sostegno e che man mano si affinano fino a raggiungere lo spessore della lastra alla sua estremità. Cio significa anche consumare minore energia e materiali, ben lontani dal virtuosismo della nuova architettura normalizzata.
2. South face
Massimo Iosa Ghini con l’architetto Maurizio Corrado e Riccardo Rigolli
Trattasi di un muro realizzato in elementi di calcestruzzo Ductal® e prolungato da un pavimento che funge da supporto per una vegetazione spettacolare. La facciata vegetale rappresenta un vero e proprio giardino verticale capace di assorbire il CO2 dell’atmosfera.
3. Boo-tech – BambooEcoDome
Mauricio Cardenas con Giammichele Melis e Beppino Ortile
Materiale protagonista, il bambú viene utilizzato con una tecnica ed un linguaggio contemporaneo. Creando una cupola geodesica a geometria variabile, il bambù, i cui tempi di crescita sono rapidi, mostra le sue qualità di leggerezza e di polivalenza con la produzione in serie di componenti in acciaio e vetro per facciate o per tetti.
4. Hot Spot
Marc Sadler
Funzionante in circuito chiuso, l'installazione ha come scopo quello di dimostrare che è possibile fare un miglior utilizzo dell’acqua e dell’energia. L'acqua, inviata dal contenitore di recupero circolare verso il circuito di quindici collettori solari raggruppati a forma di vela, viene riscaldata e indirizzata verso la cisterna. Dopo essere stata filtrata, l’acqua viene pompata verso l’alto per ricadere sotto forma di cascata.
5. Limitless color tower
Marco Piva
Frutto di una ricerca sulla luce, l’aria, lo spazio e il benessere, l’architettura di Piva si esprime attraverso due rivestimenti. Il rivestimento protettivo esterno, reattivo all’ambiente, si compone di 160 lastre in acciaio levigato ; il rivestimento interno sensibile al tatto e colorato si caratterizza da specchi in policarbonato e pannelli iridescenti illuminati da sistemi a LED e da vetri di Murano.
6. T-Energy
Luca Trazzi
Il progetto intende dimostare come pannelli solari ed elementi strutturali e decorativi possono mescolarsi e divenire gli elementi indispensabili di un edificio.
L'energia generata durante il giorno viene sfruttata di notte per accendere i pannelli luminosi, creando giochi di luce ed ombre. |