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Progetto particolarmente difficile ed esigente, questa sorprendente casa insediata in pieno Parigi è 100 % ecologica
Il progetto nasce dalla vendita di un piccolo terreno d’angolo di 120 m², a due passi dalla Porte de Bagnolet. Malgrado lo spazio esiguo, l’architetto franco-argentino Pablo Katz ha realizzato un édificio ripartito su 5 piani utilizzando materiali naturali e riciclabili basandosi sulla relazioni visiva degl spazi attraverso una geometria accurata e delle connessioni dinamiche. Il progetto, molto equilibrato e flessibile permette al tempo stesso di rispondere alle richieste attuali dei suoi abitanti ed all’evoluzione dei loro bisogni nel tempo. L’architetto ha fornito gli strumenti per fare in modo che l’habitat accompagni i mutamenti dell’ambito familiale. Ogni facciata è stata trattata in modo diverso assumendo un ruolo preciso ed un’estetica legata alle esigneze. Il lato verso la strada è aperto e la facciata laterale in legno, più chiusa, protegge dai vicini.. Dietro, il lato sud, si presenta con un muro vetrato che si puo’ aprire con il bel tempo per usufruire dello spazio esterno al riparo dagli sguardi. Inoltre, per proteggere l’intimità degli abitanti, è stata disposta una grata tipo Mashrabiya per il bagno.
L’architettura seppure contemporanea, s’iscrive nel tempo e nella durata, senza concessione ad effetti di moda effimeri, senza compromessi, nel rispetto dell’ambiente. Allo scopo di litare diperdizioni di energia, il proprietario e l’ideatore hanno scelto un’isolazione di qualità, uno scaldaacqua solare, un caldaia a gas a condensazione, dei pavimenti riscaldanti a bassa temperatura, una ventilazione a doppio flusso. Questi dispositivi permettono di diminuire le spese e al tempo stesso di procurare un vero confort. I pannelli solari ad esempio, coprono leggermente più della metà dell fabbisogno annuale in acqua calda sanitaria contro un investimento ad un ammortamento ragionevoli. Ecologica, la casa è anche intelligente, con profusione di comandi integrati e numerosi schermi tattili. Si tratta di un caso sperimentale e l’architetto non ha voluto rinchiudersi in logiche normative costringenti. La performance è stata ricercata per sposare un progetto globale senza rimettere in questione la coerenza architetturale.
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